Le migliori ricette per centrifugati

Quale differenza tra centrifuga ed estrattore

Esiste una certa confusione in questo ambiente tra questi due elettrodomestici (centrifuga ed estrattore) all’apparenza molto simili ma dalle funzioni alquanto diverse; prezzi, manutenzione e design sono tra i due apparecchi elementi di ulteriori forti differenze. Analizziamo ora nel dettaglio quali sono le caratteristiche che separano una normale centrifuga da una classico estrattore.
Come prima cosa è opportuno domandarsi per quale particolare funzione dobbiamo adoperare l’elettrodomestico che andremmo ad acquistare. Molti infatti sbagliano completamente il tipo di acquisto a causa della poca chiarezza del lavoro che andranno ad effettuare; il dilemma rimane purtroppo anche dopo aver portato a casa il macchinario, spesso sbagliato. Ad esempio, se avessi bisogno di un’auto per fare un lavoro di rappresentanza (con svariati chilometri da percorrere tutti i giorni) non andremmo certo ad acquistare un modello che consuma molto e per giunta a benzina.
Il primo consiglio è quindi quello di farsi un’idea il più possibile chiara. Per chi non sa dove andare a trovare le giuste informazioni, recensioni di questo tipo e svariati forum di settore possono fare al caso vostro. Ciò che intendiamo proporre in questo articolo è un preciso confronto tra le funzioni possibili delle migliori centrifughe in commercio e gli usi dei più avanzati estrattori.

Centrifuga vs estrattore

Vediamo ora come funzionano entrambi gli apparecchi ed analizziamo le principali differenze tra i due dispositivi. All’interno di elettrodomestici di questo tipo è facile individuare il “cuore pulsante” del meccanismo, l’elemento cardine che svolge tutto il lavoro in maniera automatizzata; una particolare lama per le centrifughe, una sorta di contorta vite per gli estrattori.
Una centrifuga sfrutta il movimento di una sottile lama dalla forma circolare, che meglio corrisponde ad una sorta di grattugia centrale. Al contrario, un estrattore, al posto di questa particolare lama ha un sorta di vite senza fine, chiamata tecnicamente coclea, che sviluppa un costante e lento movimento circolare. Nel primo caso la lametta dalla forma circolare svolge un lavoro di trituramento della frutta e verdura messa a contatto. Ogni elemento potrà essere comodamente inserito intero, con un risparmio notevole in fatto di tempo; basterà infatti lavare la frutta e verdura desiderata e il gioco è fatto. Nel secondo caso invece la coclea effettua una sorta di spremitura del cibo senza andare in nessun caso ad effettuare tagli o sminuzzamenti vari. Analizziamo ora l’etimologia del termine e i principi base sfruttati da ogni macchinario. Una centrifuga, come d’altronde il nome stesso induce a pensare, sfrutta il principio di forza centrifuga spostando ogni grammo di poltiglia prodotta verso il setaccio disposto espressamente per filtrare il preparato. Questo dispositivo di tramoggia a forellini è stato appositamente studiato per fare in modo che nessun quantitativo di sostanza destinata ad essere scartata venga in alcun modo mischiata con il succo finale, andando a compromettere il preparato. Un estrattore di succo invece, prendendo sempre in esame l’etimologia del termine stesso, sfrutta un sistema creato ad hoc per estrarre soltanto la parte di succo desiderata. In questo caso il resto del prodotto sarà destinato a sostanze di scarto anche se la polpa non verrà del tutto cestinata. Esiste infatti la possibilità di recuperare il tutto per preparati differenti quali ad esempio muffin o pancake. La polpa quindi in entrambi i casi può facilmente essere riutilizzata. Nel caso quindi si adoperi una centrifuga la polpa viene convogliata in un determinato punto, una vaschetta adibita a questo scopo, dove subisce un ulteriore processo di filtrazione fino a far passare soltanto la parte di succo desiderata. Se si decide invece di usare un estrattore il viaggio che intraprende la sostanza è leggermente diverso. In questo caso infatti la polpa viene solamente pressata e schiacciata in modo tale da estrarre in maniera diretta il succo finale desiderato.

Come scegliere la centrifuga

Si conserva di più il succo prodotto da una centrifuga o quello realizzato da un estrattore?

Un’altra differenza che si nota appena si acquista una centrifuga o un estrattore sono il numero delle parti dei componenti di ciascun apparecchio. Una centrifuga ha molte più componenti rispetto ad un estrattore che in questo modo sarà più comodo da smontare, da riporre e quindi avrà un vantaggio anche nel momento della pulizia.
Altra domanda importante per effettuare una scelta consapevole tra i due macchinari in questione potrebbe essere la seguente: si conserva di più il succo prodotto da una centrifuga o quello realizzato da un estrattore?
In entrambi i casi prima consumiamo il preparato più forte e concentrato sarà il valore delle sostanze nutrienti in esso presenti. Col tempo infatti in ambedue le circostanze si avrà una costante e netta diminuzione del potenziale di enzimi e vitamine. Per quanto riguarda il fattore tempistiche esiste un po’ di confusione tra quelli che sono dei concentrati o degli estratti e i veri e propri frullati. Può sembrare strano ma in molti confondono le tre cose, abbastanza diverse nei primi due casi, completamente nell’ultimo esempio. Viene consigliato a più riprese di consumare il succo realizzato da un processo di centrifugazione o di estrazione nei 10 minuti successivi alla preparazione, comunque al massimo nell’arco di un’ora dall’estrazione dell’ultima goccia di succo realizzata. In generale si può comunque affermare che in un centrifugato dopo alcuni minuti di tempo si inizia a separare la parte solida dal composto liquido, cosa che non avviene per gli estratti. Si è realizzato quindi un piccolo esperimento di confronto tra questi due apparecchi dalle filosofie alquanto differenti. Una volta preparato il succo e lasciato a riposo per un paio di minuti si potrà notare come nel succo prodotto dalla centrifuga la parte liquida ad un certo punto tenderà a separarsi dalla parte più polposa, al contrario il succo prodotto da un estrattore rimane compatto e del tutto omogeneo.
Per quanto riguarda il capitolo consumi, ci troviamo di fronte a due elettrodomestici che sviluppano una potenza di lavoro molto differente (fino a 1000 watt la centrifuga, intorno ai 200 watt massimi l’estrattore, con anche soglie molto più ridotte). Anche i tempi di lavoro sono abbastanza discordanti; in questo caso si potrebbe optare tranquillamente per un pareggio in fatto di consumi, in entrambi i casi comunque abbastanza ridotti.
Altro aspetto dove si potrebbe dire di aver raggiunto una sorta di pareggio riguarda le dimensioni. Le centrifughe dei più disparati modelli superano ormai anche i 3 litri di prodotto da raccogliere, gli estrattori, dai più economici ai più sofisticati, hanno una dimensione molto simile se non quasi del tutto identica alle classiche centrifughe.
Continuando ad analizzare le differenze tra estrattori e centrifughe scopriamo come in fase di accensione una centrifuga ad esempio non può rimanere in azione per più di cinque minuti consecutivi. In questo lasso di tempo infatti si inizia una costante produzione di calore che porta ad un inevitabile surriscaldamento dell’intero macchinario. Tra i componenti delle centrifughe in commercio infatti non c’è in dotazione una ventola di raffreddamento per evitare situazioni di questo tipo. Alcune centrifughe sfruttano anche 800 o addirittura 1000 watt di potenza; in questo caso il vano motore subisce senza alcun dubbio un forte riscaldamento con un danno anche per gli alimenti a contatto.
Per quanto riguarda gli estrattori di succo a freddo invece, siamo in presenza di un lavoro che può rimanere costante intorno ai 15 minuti, superiore anche ai 30 minuti per i modelli più performanti. Nessuna sostanza in questo caso subisce alcun tipo di modifica e il prodotto finale rimane inalterato.

Vantaggi e svantaggi dei due elettrodomestici

Guida - Come scegliere la centrifuga - Oasi del succo - Pulizia e Manutenzione

Per utilizzare l’estrattore si deve precedentemente sminuzzare tutta la frutta e verdura che si intende usare.

In generale si può tranquillamente affermare che in entrambi i casi il prodotto che verrà creato ha degli ottimi apporti nutritivi di fondamentale importanza per il nostro organismo. Molti di noi ricorrono ai centrifugati o agli estratti di frutta, verdura e ortaggi per riequilibrare l’apporto di vitamine e sali minerali all’interno del corpo. Altri (come può accadere ad esempio nel caso di molte donne) decidono di iniziare un apporto nutrizionale con uno strumento del genere per mantenere sotto controllo l’apporto giornaliero di ogni singolo elemento alimentare. Una sorta di metodo molto compatto ed efficace per mantenere una corretta dieta alimentare e tenere da conto, in ogni istante, il quantitativo di sostanze che andiamo ad ingerire.
Ma esiste una reale differenza tra le sostanze essenziali che ci fornisce una centrifuga rispetto a quelle somministrate da un estrattore? Per rispondere a questa domanda dobbiamo analizzare il numero di giri prodotto da entrambi gli apparecchi; in questo caso infatti c’è una enorme e sostanziale differenza tra i due macchinari.
Un modello nella media di centrifuga può sviluppare un numero di giri per un valore compreso tra i 6.000 e i 18.000 rotazioni al minuto. In questo caso modelli più performanti (e anche dal prezzo certamente più elevato) avranno un numero di giri maggiore dato anche dalla potenza del motore integrato. Esistono infatti molte tipologie di motori per centrifughe che a seconda delle caratteristiche interne possono sviluppare una potenza di 200 watt (per i modelli elementari e di qualità molto bassa) o arrivare a valori di potenza anche superiori agli 800 watt (nelle centrifughe di gamma top, solo per fare alcuni esempi).
Un estrattore di buona qualità invece produce un numero di giri inferiore ai 100 giri al minuto. Contrariamente a quanto affermato per le centrifughe, in questo determinato frangente più il numero di rotazioni al minuto è maggiore meno di qualità è il nostro apparecchio.
Il processo di estrazione viene anche definito “estrazione a freddo” in quanto essendo il numero di giri così irrisorio non andrà in nessun caso a provocare un surriscaldamento all’interno del contenitore adibito all’intero lavoro, mantenendo del tutto inalterate le sostanze a contatto (quindi si manterranno di conseguenza anche le proprietà nutritive).
Sia per quanto riguarda le centrifughe sia facendo riferimento agli estrattori di succo, con il movimento di giri, di centrifugazione o estrazione che sia, avviene una produzione di calore. Quando ciò succede si andrà ad incanalare dell’aria all’interno di quello che sarà il nostro prodotto finale e l’aria unita al calore andrà a favorire il processo di ossidazione. In definitiva quindi più giri effettuerà l’elettrodomestico più si svilupperà calore e maggiore sarà il livello di distruzione di parte degli enzimi vivi e di altre sostanze energetiche vitali.
A seconda del maggiore o minore numero di giri al minuto il macchinario in questione produce un rumore molto potente o al contrario alquanto silenzioso. Una centrifuga che gira sopra ai 6.000 giri al minuto ad esempio genera un rumore abbastanza simile a quello di un frullatore ma che comunque varia a seconda del produttore e dello specifico modello acquistato. Al contrario un estrattore di succo invece, viaggiando ad una velocità minima e vicina al massimo ad un centinaio di giri al minuto, rimane quasi del tutto silenzioso. Un elettrodomestico di questo tipo è quindi per rumorosità, senza alcun dubbio, il miglior strumento di lavorazione consigliato tra i due. Nessuno infatti vorrebbe avere in casa un elettrodomestico fastidiosamente rumoroso.
Cambiando argomento e passando alla consistenza del prodotto finale abbiamo analizzato alcuni pareri che riguardano la così detta “prova d’assaggio”. Esiste infatti al palato una certa differenza tra i due prodotti realizzati. Un centrifugato ha un aspetto nettamente più liquido ed eterogeneo, un estratto è di solito molto più denso e dalla consistenza cremosa. In generale comunque notiamo come i centrifugati producono più schiuma rispetto a dei classici estratti.
Passiamo ora ad analizzare quale tra i due elettrodomestici risulta più semplice da utilizzare. In questo caso la risposta è: senza ombra di dubbio la centrifuga. Pratica e veloce in fase di lavorazione, consente in quasi tutti i casi (a seconda del modello specifico infatti cambia l’apertura adibita all’inserimento di frutta e verdura) di inserire gli alimenti da lavorare completamente interi. Al contrario per utilizzare l’estrattore si deve precedentemente sminuzzare tutta la frutta e verdura che si intende usare.
Altra differenza tra i due apparecchi analizzati riguarda la pulizia. Analizzando il parere di esperti è subito evidente come l’estrattore risulta molto più comodo da pulire, soprattutto per il particolare design dei componenti. È altrettanto vero che le ultime centrifughe in commercio sono riuscite a superare questo sgradevole inconveniente integrando un sistema definito Quick Clean che riesce a ripulire il filtro in maniera del tutto automatizzata e in pochissimi minuti di tempo.
Caratteristica comune ad entrambi gli elettrodomestici riguarda inoltre il quasi inesistente quantitativo di fibre prodotto. Contrariamente a quanto succede creando un classico frullato (spesso carico di fibre) ci troviamo qui di fronte ad estratti e centrifugati con un valore di fibre veramente basso. Si ricorda che le fibre ostacolano la rapida assimilazione dei nutrienti essenziali. In generale comunque è importante ricordare che l’assorbimento di frutta e verdura di ogni tipo all’interno del nostro organismo avviene in percentuale maggiore quando preferiamo succhi rispetto ad alimenti solidi. La percentuale in questione è ben quattro volte superiore, un valore questo molto alto che fa certamente propendere la nostra scelta verso questa tipologia di preparati a base di succo.

Guida - Come scegliere la centrifuga - Oasi del succo - Ricette gustose centrifugati

Ma cosa possiamo centrifugare ed estrarre e cosa no tra il quasi infinito panorama di frutta, verdura e ortaggi?

Cosa possiamo e cosa non possiamo utilizzare

L’apporto giornaliero di vitamine ed enzimi è un elemento di fondamentale importanza; al contrario sono in molti quelli che mangiano la prima cosa a portata di mano andando incontro spesso ad alcuni squilibri alimentari. Con un centrifugato o un estratto sarà possibile reintegrare questo apporto di sostanze primarie anche in maniera giornaliera. Centrifugati adatti a tenerci sempre in forma grazie alla trasformazione di frutta e verdura di ogni tipo, estratti creati ad hoc per fornirci tutto il necessario per vivere nel migliore dei modi la nostra giornata. È sempre bene comunque specificare che un centrifugato o un estratto non sono sostituti alimentari a colazioni, pranzi o cene; possono invece svolgere egregiamente la tanto sponsorizzata funzione di integratore.
Ma cosa possiamo centrifugare ed estrarre e cosa no tra il quasi infinito panorama di frutta, verdura e ortaggi? Ottime per processi di estrazione ma non opportune nei lavori di centrifugazione sono ad esempio le verdure o erbette a foglie. Queste particolari verdure hanno fenomenali proprietà, che in molti tutt’oggi non conoscono.
In questo caso il cuore dell’estrattore lavorando tramite la già descritta coclea andrà ad effettuare un lavoro di pressione strizzando ogni goccia di elemento della foglia. Lo scarto sarà secco contrariamente a quanto si andrebbe a creare con un processo di centrifugazione. Altri esempi riguardano alcuni frutti in generale tra i più consumati come le banane, i fichi o gli avocado. Per tutti e tre non è in nessun caso consigliato l’avvio di un processo di centrifugazione né tanto meno di estrazione. Alcuni sostengono che questi particolari frutti andrebbero inoltre a danneggiare il macchinario (che si tratti di centrifuga o estrattore ripetiamo). Ci troviamo di fronte ad alimenti con valori di acqua in percentuale molto ridotta, ottimi per frullati ma per nulla sfruttabili nei nostri due casi presi ad esame.

Capitolo scarti

Al giorno d’oggi la mancanza di tempo e lo stile di vita spesso accelerato porta sempre più consumatori all’utilizzo di strumenti come ad esempio le centrifughe o gli estrattori, capaci di stimolare la nostra creatività attraverso corposi preparati di frutta e verdura, adatti sia per grandi che per bambini. Questi elettrodomestici sono oramai strumenti adoperati un po’ da tutti; nessuno sembra avere più molto tempo da dedicare alla preparazione di colazioni, snack e spuntini, si preferisce affidarsi a dei super concentrati in grado di fornire in breve tempo un forte apporto nutrizionale.
In questo mondo così frenetico succede spesso di dare poca importanza al fattore scarti; ne produciamo moltissimi in generale e un buon quantitativo potrebbe essere facilmente recuperabile con un minimo di creatività e fantasia. Strumenti come centrifughe ed estrattori producono anch’essi degli scarti. La centrifuga senza ombra di dubbio sviluppa un quantitativo copioso di sostanze destinate ad essere scartate, molto maggiore rispetto ad un qualsiasi modello di estrattore disponibile in commercio. Esiste una così elevata differenza proprio a causa del processo di lavorazione a cui viene sottoposta la frutta o verdura selezionata. La centrifuga infatti produce molti scarti umidi (più secchi invece quelli dell’estrattore); è questo un elemento importante in quanto un buon quantitativo di prodotto contiene del succo non ancora filtrato. Nel caso di un estrattore invece il lavoro prodotto dal macchinario è più simile ad un’azione di pressatura che andrà a selezionare autonomamente dalla polpa una grossa quantità di succo, pronto per essere consumato. In percentuale è stato calcolato come un elettrodomestico del genere ricavi un buon 20% di succo in più rispetto ad una qualsiasi centrifuga (il tutto naturalmente partendo da un quantitativo identico di frutta, verdura o ortaggi di ogni genere).

Capitolo prezzi

una centrifuga è certamente più economica rispetto ad un estrattore di succo.

Una centrifuga è certamente più economica rispetto ad un estrattore di succo. (Nella foto l’estrattore di succo migliore al momento).

Vediamo ora come variano i prezzi se decidiamo di acquistare una centrifuga o se preferiamo munirci di un estrattore. È naturale comunque che ci siano alcune importanti differenze anche tra modelli molto simili di centrifughe e tra estrattori con funzioni all’apparenza anche identiche. Tutto ciò, come spesso accade anche in altri ambiti, dipende dal marchio che decidiamo di andare ad acquistare. Un consiglio sempre utile in questi casi è quello di non badare esclusivamente al prezzo d’acquisto, spesso variabile anche a seconda di determinate promozioni o svariati periodi dell’anno. Risulta invece fondamentale analizzare attentamente quali funzioni ha incorporate un determinato macchinario a differenza di un altro elettrodomestico. Come già affermato in precedenza, è bene acquistare un apparecchio con funzioni adatte all’uso che vogliamo fare del macchinario stesso. Detto ciò, nella maggior parte dei casi, una centrifuga è certamente più economica rispetto ad un estrattore di succo. Di solito un apparecchio anche della stessa marca ha uno scarto in euro tra i 50 e i 100 euro; abbastanza costoso quindi munirsi di un estrattore. Come abbiamo precedentemente analizzato però ogni funzione ha il suo determinato costo, spesso in linea con la qualità del macchinario proposto.
In generale comunque possiamo trovare un discreto apparecchio per la centrifugazione anche con una cifra vicina ai 90 euro. Un elettrodomestico invece adatto ad estrarre avrà un costo minimo che si aggira intorno ai 250 euro. Prezzi questi abbastanza generici ma utili per farci un’idea. Il consiglio che ci sentiamo in grado di fornire di fronte ad una scelta tra l’acquisto migliore è quello di aggiungere qualche euro in più per portarsi a casa un prodotto che duri nel tempo, che si tratti di una centrifuga o di un estrattore.
La manutenzione di questi elettrodomestici infatti è abbastanza delicata e può anche accadere di non trovare i ricambi richiesti con prodotti ad esempio che passano facilmente di moda in pochissimo tempo. Una centrifuga o un estrattore di marca avrà nel tempo una reperibilità maggiore per quanto riguarda pezzi di ricambio e componenti vari.
Non avere alcuna fretta nell’acquisto; la fretta come spesso si dice “è cattiva consigliera” e a volte ci porta a prendere decisioni azzardate senza badare alle nostre reali necessità. Può accadere infatti di lasciarsi trasportare dalla così detta euforia del momento affidandosi magari ad un commesso poco informato in questo campo che decide di liberare il magazzino da alcuni modelli di elettrodomestici fino a quel momento poco venduti. Sono queste soltanto alcune ipotesi che purtroppo potrebbero portarci verso un errato acquisto.

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